Fake news: che cosa sono

Come accennato nella home page di questo sito, la conversazione (o meglio: la polemica!) politica degli ultimi tempi è stata dominata, in particolare, dal peso delle fake news. Il fenomeno non è esattamente nuovo, e si riferiscfake-1903774_960_720e alla tendenza a disseminare siti di informazione e, a valanga, i social network di notizie false.

Lo scopo è aumentare la visibilità di opinioni politiche controverse, spostando popolarità di partiti e personalità, nonché di siti che monetizzano attraverso la pubblicità online e ovviamente hanno maggiori introiti se sono visitati da più persone. La diffusione delle notizie online può avvenire sfruttando diverse modalità:

  • alcune notizie sono completamente fabbricate sfruttando con malizia l’abilità con il montaggio video o fotomontaggi (come la falsa intervista all’ex ministro Cécile Kyenge sul politicamente scorretto nei mercatini natalizi, per fare un esempio);
  • altri fatti, oltre a essere inventati, sfruttano la visibilità di siti con domini che ricordano quelli di giornali famosi (“republica” invece di repubblica.it, “ilgiomale” invece di ilgiornale.it…): è chiaro che un click distratto a un link letto male porterà traffico a quei siti maliziosi.
  • alcune importanti pagine social, specie su Facebook, approfittano dei cosiddetti titoli “clickbait”, che sono molto urlati, promettono scoop e rivelazioni scioccanti, spingono appunto a cliccare su dei link che poi si rivelano poco aderenti a quanto garantito. Tuttavia il “danno” è ormai fatto;
  • ci sono poi siti come l’italiano Lercio, che riprendendo la lezione dell’equivalente statunitense The Onion, non fa mistero di esistere per diffondere notizie false: il loro scopo è però satirico! Tuttavia molti “webeti”, per usare una terminologia resa popolare da un giornalista come Enrico Mentana, diffondono i contenuti di questi siti ritenendoli, erroneamente, autentici.

In tutti e tre i casi, il meccanismo di diffusione di queste notizie sfrutta una tendenza ormai acclarata: la disattenzione dei navigatori, che per mancanza di tempo o difficoltà a distinguere fatti veri da palesemente falsi, rilanciano tutto sui social network, mettendo in moto un tam tam mediatico confuso e dannoso. Questo sito esiste anche per informare su questa forma di “mala educazione”.