Informazione e web: creare un’alternativa

Una volta cambiate le proprie abitudini di navigazione, e avendo avuto come priorità la protezione del proprio computer o smartphone, ci sono azioni che si possono compiere per non sentirsi solo dei “brontoloni dietro a uno schermo”.

Il concetto chiave è “pimg1assare all’azione”: a patto, ovviamente, di essere interessati a fare dell’attivismo online. Siti come i già citati Butac o Attivissimo o, ancora, Romafaschifo, sono nati come semplici blog personali e sono ormai dei marchi affermati grazie a un atteggiamento sistematico di debunking e denuncia di situazioni non affrontate da altre testate molto più “ufficiali”. Tralasciando le valutazioni sul tipo di polemiche che orbitano intorno ad alcune di queste pagine, la domanda sorge spontanea: sarà mica ora di aprire un proprio blog?

Lungi da chi scrive suggerire di fare uno sterile copia e incolla degli argomenti già coperti da quegli autori. Tuttavia, un blog dedicato a segnalare inefficienze, scandali piccoli e grandi e tutte quelle situazioni che stanno a cuore può essere davvero uno strumento prezioso in questa stagione, come si diceva all’inizio di questo percorso informativo, di fake news e alternative facts.

Una buona idea potrebbe essere quella di occuparsi prima del proprio territorio domestico prima di passare ai grandi casi internazionali: questo servirebbe a evitare la concorrenza e, insieme, a fare qualcosa di prezioso, visto che i quotidiani locali dall’atteggiamento critico ormai scarseggiano!

Fondamentale a questo punto è la conoscenza delle leggi: bisogna sapere in cosa si incorre se si diffama o calunnia qualcuno esercitando la propria cittadinanza attiva. Informare è bene, in altre parole, ma informarsi… è meglio!

Quali piattaforme utilizzare per i propri lavori? Non è affatto un problema secondario: in questa nuova fase della vostra vita, sarà bene scegliere un “altoparlante” del quale si condividano i valori professionali ed etici. Pubblicare, in altre parole, i propri scritti solo su Facebook potrebbe essere la negazione della vostra stessa dichiarazione di indipendenza, anche se il raggiungimento di un numero alto di lettori è quasi scontato. Un consiglio spassionato è di ricercare i profili aziendali delle società che potrebbero fornirvi servizi, per trovare quella che fa per voi.